RISTORAZIONE: IL FUTURO PASSA PER L’AGGIORNAMENTO E L’INNOVAZIONE di Walter Cricrì

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RISTORAZIONE: IL FUTURO PASSA PER L’AGGIORNAMENTO E L’INNOVAZIONE

di Walter Cricrì

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L’arresto di tutta l’attività è un colpo pesantissimo per il settore che obbligherà le aziende ristorative sopravvissute a un cambiamento radicale. Come sarà il dopo crisi? Anche la tecnologia può supportare la Ristorazione: l’hi-tech al servizio del Gusto.

 

È un’attesa snervante.
Giorno per giorno si spera nella settimana successiva, facendo trascorrere mesi.
L’arresto di tutto il settore dell’accoglienza rappresenta un colpo pesantissimo che, in tanti casi, potrebbe addirittura essere fatale, in particolare per le aziende ristorative, solitamente poco capitalizzate e particolarmente dipendenti dal “flusso monetario”.

Spesso senza una conoscenza specifica delle dinamiche di marketing e di promozione ad ampio raggio, senza conoscenza alcuna dei tempi nei quali questo virus uscirà di scena, molte aziende sono state costrette a sospendere l’attività per lungo tempo, dovendo però continuare a pagare gli stipendi (laddove non è intervenuta la cassaintegrazione) per salvaguardare il proprio staff e quindi tutelare il proprio patrimonio professionale.
L’Italia conta 330.000 attività ristorative che generano più di 1 miliardo di entrate di tasse statali. Mettendo in ginocchio, com’è sta accadendo, turismo, arte ed enogastronomia, si mortifica l’intera Italia. La pandemia, oltre che mettere a nudo le debolezze di una crescita occupazionale senza qualità, adesso obbliga a inventare un welfare che raggiunga davvero tutti.

Soprattutto le aziende ristorative del nostro territorio sono troppo piccole e troppo fragili per reggere ancora a tempo indeterminato le conseguenze dell’impatto del CoVid-19.
Le loro caratteristiche strutturali non consentono adattamenti rapidi e repentini a situazioni di emergenza come questa.
In questo contesto alcune soluzioni alternative si affacciano nell’offerta, ma che comunque porteranno ad una contrazione inevitabile del mercato del lavoro, in questo settore; ad esempio, sempre più spesso, si parla di delivery (consegna a domicilio). Ma chi lavora con chi viaggia per lavoro o con i turisti stagionali (che inevitabilmente tarderanno a tornare in Italia e soprattutto nel nostro sud), subiranno i maggiori danni. Inoltre, lo smart working sta portando nuove abitudini: anche le occasioni di aggregazione lavorative si fanno ormai “a distanza”.

È necessario, quindi, cambiare strategie di comunicazione, magari puntando, nell’imminente futuro, sempre più al supporto digitale.
La continua e costante crescita del mondo della tecnologia ha influenzato, e sicuramente continuerà ad influenzare, praticamente ogni aspetto della vita quotidiana delle persone. Questo trend porta innumerevoli mutamenti nel modo di comunicare, nel modo di lavorare, nel modo di passare il proprio tempo libero e, più in generale, nel modo di affrontare e risolvere i problemi.
Di conseguenza c’è da considerare che anche il settore della ristorazione dovrà vagliare questo importante impulso, adattandosi alle nuove esigenze dei clienti per offrire un servizio sempre più vicino alle necessità, più efficace ed efficiente.

In questa condizione di continua evoluzione, i ristoratori possono (e, per certi versi, devono) predisporre le proprie strategie per andare incontro alle aspettative dei nuovi “consumatori digitali”. Grazie alla tecnologia, infatti il ristoratore dovrà contare su:
– Personalizzazione dell’esperienza del cliente, grazie alla gestione dei dati;
– Ottenere nuove fette di pubblico con il massimo rendimento dalla tecnologia;
– Focalizzare l’attenzione sul cliente fidelizzato.
Il primo punto fa riferimento a tutta quella mole di dati che ogni consumatore lascia inevitabilmente tramite le interazioni con le varie app o con i social network di largo utilizzo. Da questi dati, opportunamente processati, è possibile ricavare informazioni sulle abitudini di consumo degli utenti, sulle attività preferite, su ciò che prediligono o ciò che non gradiscono, quando o quanto frequentano il locale, e molto altro.

Insomma, è possibile profilare il consumatore medio o raggiungerlo in dettaglio, così da proporgli ciò che desidera o, addirittura, anticiparne le richieste.
Attualmente, tra le app più utilizzate per questi scopi, può essere utile citare:
The Fork Manager: app creata da TripAdvisor che permette di entrare in contatto con la più grande comunità di ristoratori presenti sul web. Grazie ad essa il ristoratore può fornire una scheda dettagliata del proprio ristorante e, soprattutto, analizzare lo storico di ogni cliente registrato sull’app, conoscendone le preferenze e le particolarità.
Ristoranti.it: svolge funzioni simili a The Fork Manager. Inoltre, dal pannello di quest’app, si possono anche visualizzare le statistiche sugli ordini e sui guadagni giornalieri.
Contact.eu: applicazione che permette la massima personalizzazione degli aspetti grafici e dell’interfaccia dell’app stessa. Inoltre, è possibile registrare le prenotazioni direttamente on-line e creare collegamenti con i social.

 

Con una tecnologia di questo tipo, inoltre, è possibile integrare il proprio servizio con applicazioni, siti web e social media creando un’esperienza online che incrementi la reputazione del locale, agli occhi degli avventori o potenziali clienti.
Focalizzare l’attenzione sul consumatore significa andare oltre la comunicazione di messaggi promozionali standard e puntare sulla personalizzazione: usando i dati raccolti attraverso le tecnologie a disposizione, è possibile proporre al consumatore pietanze e servizi che predilige, aumentando la fidelizzazione verso il locale.
Potenzialmente, la tecnologia può migliorare anche l’informazione sugli alimenti.
Ad esempio, si possono fornire ai clienti, utilizzando strumenti come il QR code, informazioni riguardo la tradizione gastronomica territoriale, la storia degli alimenti, le ricette e altri aspetti ancora come la “Carta dei Pani“, la “Carta dei Vini”, la “Carta dei Salumi”…
Nell’ambito della ristorazione, si può e si deve cogliere l’occasione di ammodernamento, anche per l’aspetto delle novità tecnologiche strumentali più innovative. Tra gli esempi di rinnovamento si possono annoverare lavastoviglie sostenibili (a recupero di energia), che utilizzano il vapore generato per riscaldare l’acqua, forni che, integrando l’Internet of Things per gestire funzioni complesse, monitorano in tempo reale altri macchinari utilizzati nella cucina, permettendo di ottimizzare e orientare le risorse, o ancora compattatori che permettono di processare gli scarti organici direttamente nel ristorante, in un’ottica di economia circolare, all’insegna del risparmio e riutilizzo di risorse.

La missione di fondo di quest’ottica è quella di creare nuove e moderne “smart kitchen”, delle vere e proprie cucine intelligenti.
Per molti, questo periodo sarà una sorta di reset dove, a costo di perderci “qualcosa”, si spera di poter presto ripartire in modo più efficace, innovativo e produttivo.

 

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