Libro Illustrazioni pel Dizionario del signor Mazzolla


Copertina con immagine di Edward Lear

Copertina del libro PALME NEL 1852 – CRONACHE E RESOCONTI – Illustrazioni pel dizionario del signor Mazzolla – di Guglielmo Romeo Baldari. A cura di Giuseppe Cricrì

Illustrazioni pel Dizionario del signor Mazzolla

di Guglielmo Romeo Baldari
A cura DI GIUSEPPE CRICRI'

E’ un assoluto privilegio, a 160 anni dalla sua stesura, poter fare conoscere a tutti i lettori di MadreTerra questo interessantissimo documento storico che ci era stato tramandato dal cronista, letterato, filosofo, giurista, melicucchese di nascita, (ma palmese di fatto) Guglielmo Romeo Baldari (1802-1866) che racconta di come fosse organizzata la vita nella città di Palmi nel lontano 1852.

Si fa cenno alle condizioni geologiche del territorio, alle colture, alla caccia e alla pesca, alle attività produttive, all’urbanistica, alla sanità, alle tradizioni, alle feste, agli usi e ai costumi, e per finire ad un excursus storico. Il lessico e lo stile espositivo, pur raffinati, sono prettamente ottocenteschi, pertanto lo scritto, nella sua interpretazione, potrebbe risultare particolarmente ampolloso, a volte intricato per il lettore moderno, ma tutto ciò rafforza ancor più la genuinità del testo, rendendolo pregiato.

Questo particolare resoconto era stato redatto, senza precedenti nella sua fattispecie, affinché potesse essere inserito nel “ Dizionario geografico, statistico, storico del signor Mazzolla”. Verosimilmente questo progetto editoriale dovette incontrare particolari difficoltà attuative, se di fatto il dizionario in questione non venne mai pubblicato e pertanto il manoscritto originale, pur essendo considerato, già a quel tempo, particolarmente interessante per la sua completezza, rimase inedito e pervenne agli uffici comunali divenendo un documento ufficiale.

Questo vero e proprio rapporto completo venne successivamente arricchito da un altro documento, compilato nel 1858 da Domenico Guardata (completato nel 1859) dal titolo: “Memorie sulla Città e territorio di Palme”. Entrambi questi manoscritti furono verosimilmente consultati dallo storico Antonio De Salvo che li citò alla pagina VIII della prefazione nel suo volume : “Ricerche e studi storici intorno a Palmi, Seminara e Gioia Tauro”. Il manoscritto di Guglielmo Romeo Baldari fu catalogato e inserito fra i documenti più importanti e preziosi della nostra Biblioteca Comunale, che il solerte, compianto ragioniere De Rosa aveva tanto bene saputo organizzare e custodire.

Nell’autunno del 2008 insieme a Saverio Petitto a Walter Cricrì e ad altri coautori mi trovai impegnato nella stesura e nella successiva pubblicazione del volume “aVARIAta”. Volevo raccontare la nostra grandiosa festa nel capitolo “La Varia: frammenti di storia”, recuperando le numerose citazioni che nel tempo erano state redatte dai più svariati cronisti, testimoni dell’evento. Per l’occasione avrei voluto visionare direttamente il manoscritto, per valutare quanto Guglielmo Romeo Baldari aveva registrato, riguardo alla festa della Madonna della Sacra Lettera e della Varia,
pertanto mi recai presso la Biblioteca Comunale della Casa della Cultura e chiesi di poter consultare il documento.

Già fremevo per l’emozione che mi avrebbe colto da li a poco, nel momento in cui avrei potuto toccare con le mie mani, le pagine originali del prezioso manoscritto, ma una triste novità stava per essermi partecipata!!! Infatti, le bibliotecarie, dopo una paziente, infruttuosa ricerca, non senza un certo comprensibile imbarazzo, mi comunicarono che il manoscritto risultava… smarrito e che non sarebbero state in grado di farmelo consultare.

A quel punto l’amara sorpresa mi fece sprofondare nello sconforto. Pensare irrimediabilmente perso un documento che si sarebbe dovuto proteggere come sacra reliquia e che era in se un pezzo irrecuperabile della nostra storia, uno strumento che avrebbe raccontato la Palmi ottocentesca come nessun’altra cosa avrebbe potuto più fare, era idea insopportabile!

Fra l’altro, chi nel passato aveva avuto la fortuna e l’opportunità di consultare quel manoscritto ne aveva interpretato il testo secondo la propria decodificazione, che non era detto fosse quella esatta.

E poi mi chiedevo: Esisteranno delle fotocopie? Nel corso degli anni a nessuno sarà venuta l’idea di farne una trascrizione integrale? Avrei tanto voluto vedere con i miei occhi quelle parole vergate dalla penna dell’autore, ma purtroppo non mi sarebbe stato più possibile. Se avessi voluto inserire la descrizione di Guglielmo Romeo Baldari fra quelle citate nel volume “aVARIAta” sarei stato costretto a ripubblicare, (citandolo) lo scritto di chi aveva avuto modo di leggere il testo originale e di pubblicarlo, (anche se solo parzialmente) magari dando una interpretazione delle parole non conforme al reale contenuto dell’elaborato.
Nei giorni seguenti mi capitò di fare una visita al Prof. Domenico Ferraro. Fu nel suo studio che, chiacchierando amabilmente mi capitò di raccontargli dei miei propositi editoriali (riguardo “aVARIAta”) e dell’accaduto alla Casa della Cultura. Lui comprese la mia afflizione e dopo avermi ascoltato, con fare sornione ma senza fare commenti, si diresse verso la libreria del suo studio e dopo una breve ricerca estrasse un quadernetto azzurro. Me lo porse dicendomi:- “forse abbiamo parzialmente risolto il problema!”

La copertina del quaderno recava la scritta “Omaggio della cassa di Risparmio” e vi era l’immagine di un salvadanaio con stampigliata la foto di un astronauta della missione Apollo, da questo particolare dedussi che il gadget della banca nel quale il Professore aveva scritto, risaliva agli anni 60.

Iniziai a sfogliare le pagine e compresi subito che si trattava di una copia del testo integrale del Romeo Baldari che il professore, molti anni addietro, con la solerzia di un amanuense, aveva copiato, quando non c’era la disponibilità delle fotocopiatrici. A quel punto mi illuminai e chiesi al Professore se mi permetteva di utilizzare il testo relativo alla cronaca che riguardava la Varia.

Egli molto generosamente acconsentì e mi invitò a fare la scansione dell’intero quaderno. Fu così che nel libro “aVARIAta” potei inserire la interessante cronaca (completa) scritta dal Nostro. Il testo fu da me integralmente ritrascritto in versione digitale e successivamente riveduto e corretto insieme al Professore, nei passaggi ove, essendo più incerta la interpretazione della grafia del Romeo Baldari, egli aveva trascritto parole contrassegnandole con punti interrogativi o con puntini sospensivi, ove il manoscritto fosse stato inintelligibile.

Oggi il testo che, con questa prima, storica pubblicazione integrale vogliamo proporvi è il frutto di quanto vi ho potuto raccontare, grazie quindi al Prof. Ferraro e a chiunque dimostra, col suo operato, grande amore per questa nostra Città, nell’auspicio che prima o poi il prezioso manoscritto originale possa (forse per magia?) saltare fuori.

…meglio che niente no?

 

Giuseppe Cricrì

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